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Assegno di Inclusione 2026: tutti i requisiti, importi e come non perderlo

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • SPID, CIE o CNS per accedere ai servizi INPS online
  • DSU precompilata o ordinaria per richiedere l'ISEE 2026 aggiornato
  • Documentazione del nucleo familiare (stato di famiglia, certificati di disabilità o invalidità)
  • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo
  • Eventuale documentazione sul patrimonio immobiliare (visure catastali)
  • Contratto di locazione registrato, se si è in affitto
  • Certificazione ISEE in corso di validità (non scaduta al 31 dicembre 2026)
L'Assegno di Inclusione (ADI) è il principale strumento di sostegno al reddito per le famiglie in difficoltà economica introdotto in Italia dal 2024 e confermato con aggiornamenti per il 2026. Per accedervi, il nucleo familiare deve rispettare precisi requisiti di cittadinanza, residenza, composizione familiare e situazione economica. Nel 2026 i parametri chiave sono: ISEE inferiore a 9.360 euro, patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro (esclusa la prima casa fino a 150.000 euro di valore catastale), reddito familiare sotto 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza ADI). Il nucleo deve includere almeno un componente minorenne, con disabilità certificata, con carichi di cura o con età pari o superiore a 60 anni. La domanda si presenta tramite CAF o direttamente sul portale INPS con SPID. Questa guida ti accompagna passo dopo passo attraverso ogni requisito, l'importo spettante e le regole per mantenere il beneficio senza incorrere in decadenza o sospensione.
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Verifica i requisiti di cittadinanza e residenza

Prima di procedere con la domanda, accertati di soddisfare i requisiti anagrafici obbligatori. Il richiedente deve essere cittadino italiano, di uno Stato UE oppure titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno). Sono ammessi anche i cittadini extra-UE con status di rifugiato politico o protezione sussidiaria. È indispensabile essere residenti in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, al momento della presentazione della domanda. Controlla che tutti i componenti del nucleo familiare risultino regolarmente iscritti all'anagrafe comunale. Se hai cambiato comune di residenza di recente, verifica che la nuova iscrizione sia già stata registrata. La residenza deve coincidere con il domicilio effettivo: controlli incrociati vengono effettuati dall'INPS con i comuni. Un'irregolarità anagrafica porta al rigetto automatico della domanda o alla decadenza del beneficio già percepito.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Richiedere l'ADI con permesso di soggiorno ordinario (non lungo periodo): la domanda viene rigettata; occorre prima ottenere il permesso UE per lungo soggiornanti.
  • Non aggiornare la residenza anagrafica dopo un trasloco: verifica sul portale del comune che la variazione sia già attiva prima di presentare domanda.
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Controlla la composizione del nucleo familiare ADI

Il nucleo familiare rilevante per l'ADI 2026 non coincide sempre con quello ISEE ordinario. Per il calcolo dell'Assegno di Inclusione si utilizzano regole specifiche stabilite dal D.Lgs. 48/2023. Il nucleo deve comprendere obbligatoriamente almeno uno dei seguenti soggetti: un minore di 18 anni; una persona con disabilità certificata ai sensi della L. 68/1999 o con invalidità civile riconosciuta; un soggetto in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza certificato dai servizi sociali; una persona con almeno 60 anni di età. Il richiedente-firmatario della domanda deve essere un componente maggiorenne del nucleo. Attenzione: i figli maggiorenni non conviventi non rientrano nel nucleo ADI anche se inseriti nel nucleo ISEE ordinario. Verifica la composizione esatta richiedendo al CAF la DSU precompilata 2026 e confrontala con lo stato di famiglia aggiornato. Eventuali discrepanze vanno corrette prima della presentazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Includere nel nucleo ADI figli maggiorenni non conviventi: questo gonfia il parametro ma non soddisfa il requisito di composizione; rivolgersi al CAF per la corretta perimetrazione.
  • Non verificare se il componente disabile ha una certificazione in corso di validità: certificazioni scadute o non aggiornate causano il rigetto del requisito.
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Calcola l'ISEE 2026 e verifica la soglia di 9.360 euro

L'ISEE è il parametro economico principale per l'ADI. Per il 2026 la soglia massima è fissata a 9.360 euro. Presenta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) entro il prima possibile dall'inizio dell'anno per ottenere l'ISEE 2026, che ha validità fino al 31 dicembre 2026. Puoi presentare la DSU precompilata direttamente sul portale INPS con SPID/CIE, oppure rivolgendoti a un CAF convenzionato (il servizio è gratuito per i redditi bassi). L'ISEE tiene conto del reddito complessivo dei componenti del nucleo degli ultimi due anni (2024 per l'ISEE 2026), del patrimonio mobiliare (conti correnti, titoli, ecc.) e immobiliare. Verifica l'attestazione ISEE rilasciata: controlla che tutti i dati siano corretti, in particolare i saldi bancari precompilati. Se l'ISEE supera di poco la soglia, verifica se esistono detrazioni applicabili (spese sanitarie per componenti disabili, canoni di locazione). In caso di variazione del reddito familiare superiore al 25% rispetto all'ISEE corrente, puoi presentare una DSU corrente aggiornata.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Presentare la DSU con saldi bancari errati perché non aggiornati: l'INPS incrocia i dati con l'Agenzia delle Entrate; verifica i saldi al 31 dicembre 2024 prima di confermare.
  • Aspettare troppo per presentare la DSU: l'ISEE 2025 scade il 31 gennaio 2026; senza ISEE 2026 valido non si può ricevere l'ADI da febbraio in poi.
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Verifica il patrimonio immobiliare e mobiliare

Oltre all'ISEE, l'ADI 2026 prevede controlli separati sul patrimonio. Il patrimonio immobiliare del nucleo non deve superare 30.000 euro, calcolato come valore ai fini IMU, con l'esclusione della prima casa di abitazione fino a un valore catastale di 150.000 euro. Se possiedi un immobile adibito a prima abitazione con valore catastale inferiore a 150.000 euro, questo non viene conteggiato nel tetto dei 30.000 euro. Eventuali altri immobili (case vacanza, terreni, garage non pertinenziali) vengono invece sommati. Per il patrimonio mobiliare (conti correnti, depositi, titoli), la soglia rilevante è quella già inclusa nel calcolo ISEE: non deve superare 6.000 euro per il nucleo di base, incrementati di 2.000 euro per ogni componente aggiuntivo fino a un massimo di 10.000 euro (con ulteriori incrementi per componenti con disabilità). Recupera le visure catastali aggiornate degli immobili di proprietà tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate per verificare i valori prima di presentare domanda.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non escludere correttamente la prima casa dal calcolo del patrimonio immobiliare: verifica che nella DSU sia indicata come abitazione principale del nucleo.
  • Dimenticare di dichiarare quote di proprietà su immobili ereditati o in comproprietà: l'omissione costituisce falsa dichiarazione con conseguente decadenza e obbligo di restituzione.
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Calcola l'importo dell'ADI spettante nel 2026

L'importo dell'Assegno di Inclusione 2026 è composto da due quote: la quota A, che integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro annui (500 euro mensili) moltiplicata per la scala di equivalenza ADI; la quota B, riservata ai nuclei in affitto con un contratto regolarmente registrato, pari a un massimo di 3.360 euro annui (280 euro mensili). La scala di equivalenza ADI prevede: 1 per il richiedente, incrementata di 0,4 per ogni altro componente adulto, di 0,15 per ogni minore fino a 2 anni, di 0,10 per ogni altro minore. Per i componenti con disabilità grave o non autosufficienza si applica un parametro di 0,5. L'importo mensile minimo erogato è di 480 euro. Per calcolare la tua quota, sottrai il reddito familiare mensile dalla soglia moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza. Il risultato è l'importo mensile della quota A. Usa il simulatore ufficiale INPS per una stima precisa prima di presentare domanda.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non includere il contratto di locazione registrato per richiedere la quota B: senza registrazione all'Agenzia delle Entrate la maggiorazione affitto non viene erogata.
  • Calcolare la scala di equivalenza con parametri errati includendo componenti non appartenenti al nucleo ADI: il calcolo corretto spetta al CAF o al simulatore INPS ufficiale.
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Presenta la domanda e rispetta gli obblighi per non perdere il beneficio

Presenta la domanda ADI 2026 esclusivamente attraverso il portale INPS (my.inps.it), tramite CAF convenzionato oppure tramite patronato. Accedi con SPID livello 2, CIE o CNS. Nella domanda indica il nucleo familiare corretto, allega l'attestazione ISEE 2026 valida e, se richiesto, la documentazione di disabilità o svantaggio. Dopo l'approvazione, entro 120 giorni dalla prima erogazione, ogni componente del nucleo in età lavorativa (18-59 anni, non disabile e non caregiver) deve sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) e aderire ai percorsi dei servizi sociali. Il mancato rispetto di questi obblighi comporta la sospensione o decadenza. Inoltre, segnala entro 15 giorni qualsiasi variazione del nucleo o del reddito. Il beneficio dura 18 mesi, rinnovabile per periodi di 12 mesi previa nuova verifica ISEE. Non perdere il beneficio: mantieni aggiornato l'ISEE, rispetta gli appuntamenti con i servizi sociali e comunica tempestivamente ogni variazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non sottoscrivere il PAD entro i 120 giorni dalla prima erogazione: il beneficio viene sospeso automaticamente; accedi subito alla piattaforma SIISL sul portale INPS per completare la registrazione.
  • Non comunicare entro 15 giorni una variazione del nucleo (es. nascita di un figlio, matrimonio, separazione): l'omissione costituisce indebita percezione con obbligo di restituzione delle somme.
  • Non rinnovare l'ISEE a gennaio: la scadenza del 31 gennaio è critica; senza ISEE 2026 valido il pagamento viene sospeso da febbraio.

Domande frequenti

Posso richiedere l'ADI 2026 se sono disoccupato ma non ho componenti con disabilità o minori?

No. L'ADI 2026 richiede obbligatoriamente che nel nucleo sia presente almeno un componente minorenne, con disabilità certificata, con oltre 60 anni o in condizione di svantaggio certificata dai servizi sociali. Se sei disoccupato ma il tuo nucleo non ha questi requisiti, puoi valutare l'accesso al Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), strumento complementare all'ADI.

Cosa succede se il mio ISEE supera di poco i 9.360 euro?

Se l'ISEE supera la soglia, la domanda ADI viene respinta. Tuttavia, verifica se nella DSU sono state applicate correttamente tutte le detrazioni previste (spese sanitarie per disabili, canone di locazione). Puoi anche presentare una DSU corrente aggiornata se il reddito familiare è diminuito di oltre il 25% rispetto a quello indicato nella DSU ordinaria. Rivolgiti a un CAF per una verifica approfondita prima di rinunciare.

L'ADI è compatibile con altri bonus o sussidi nel 2026?

L'ADI 2026 è compatibile con l'indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità civile e altri trattamenti assistenziali, ma questi redditi vengono computati nell'ISEE e nel reddito familiare rilevante. Non è invece compatibile con la NASpI o la DIS-COLL percepite da componenti del nucleo che siano usciti dalla disoccupazione involontaria. Verifica ogni caso specifico con il CAF o il patronato.

Quanto dura l'Assegno di Inclusione e come si rinnova?

L'ADI ha una durata iniziale di 18 mesi. Dopo i primi 18 mesi può essere rinnovato per periodi successivi di 12 mesi, previa verifica del mantenimento di tutti i requisiti e presentazione di un nuovo ISEE aggiornato. Prima della scadenza, l'INPS invia un avviso; è necessario ripresentare domanda e aggiornare la DSU. Non è automatico: occorre un'azione attiva del beneficiario.

Cosa devo fare se cambia la composizione del mio nucleo familiare durante la percezione dell'ADI?

Devi comunicare la variazione all'INPS entro 15 giorni dall'evento (nascita, decesso, matrimonio, separazione, trasferimento di un componente). La comunicazione si effettua tramite portale INPS o CAF. L'importo del beneficio viene ricalcolato automaticamente. Omettere la comunicazione è considerato indebita percezione: comporta la restituzione delle somme percepite in eccesso e possibili sanzioni penali.

Il componente del nucleo che lavora in nero fa perdere l'ADI?

Sì. L'INPS effettua controlli incrociati con l'Agenzia delle Entrate, i comuni, l'INAIL e altri enti. Se viene accertato lavoro in nero o redditi non dichiarati, scatta la decadenza immediata dall'ADI con obbligo di restituzione di tutte le somme percepite, oltre a potenziali conseguenze penali per falsa dichiarazione. È fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi nella DSU.

Posso ricevere l'ADI se sono proprietario di casa?

Sì, a condizione che il valore catastale dell'abitazione principale non superi 150.000 euro e che il patrimonio immobiliare complessivo (esclusa la prima casa fino a tale soglia) non superi 30.000 euro. Se possiedi altri immobili (seconde case, garage non pertinenziali, terreni), il loro valore IMU viene sommato e non deve superare il tetto. Verifica i valori catastali aggiornati sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.