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Bonus Facciate 2026: esiste ancora? Guida completa su proroghe e detrazioni residue

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Fatture e ricevute di pagamento delle spese sostenute negli anni precedenti
  • Dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF) degli anni in cui hai sostenuto le spese
  • Documentazione tecnica dei lavori: progetto, autorizzazioni comunali, comunicazione ENEA se prevista
  • Codice fiscale del beneficiario e dei soggetti coinvolti (condòmini, eredi, cessionari)
  • Eventuale contratto di cessione del credito o sconto in fattura se hai optato per alternative alla detrazione diretta
  • Accesso ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate (SPID, CIE o CNS)
  • Visura catastale dell'immobile oggetto degli interventi
Il bonus facciate nel 2026 non esiste più come agevolazione attiva per nuove spese. L'incentivo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2020, è stato progressivamente ridotto — dal 90% al 60% nel 2022 — e definitivamente non rinnovato per il 2023 e gli anni successivi. Pertanto, dal 1° gennaio 2023 non è più possibile avviare nuovi lavori beneficiando di questa detrazione. Tuttavia, chi ha sostenuto spese ammissibili negli anni 2020, 2021 o 2022 può ancora portare in detrazione le rate residue nelle dichiarazioni dei redditi relative agli anni successivi, poiché la detrazione si suddivide in 10 quote annuali di pari importo. Questo significa che, ad esempio, le spese sostenute nel 2022 (detrazione al 60%) genereranno rate detraibili fino al 2031. In questa guida trovi tutto ciò che devi sapere per gestire correttamente le rate residue del bonus facciate nel 2026 ed evitare errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi.
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Verifica se hai diritto alle rate residue del bonus facciate

Prima di tutto, controlla se le spese che hai sostenuto rientrano nell'arco temporale agevolato. Il bonus facciate era applicabile alle spese sostenute dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022. La detrazione era pari al 90% per le spese 2020 e 2021, e al 60% per le spese 2022. Se hai pagato i lavori tramite bonifico bancario parlante entro queste date, hai diritto a continuare a detrarre le rate annuali non ancora utilizzate. Calcola quante rate hai già usufruito: se hai sostenuto la spesa nel 2020 e sei alla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d'imposta 2025), stai utilizzando la sesta rata su dieci. Controlla le dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti per verificare le rate già indicate. Se hai ceduto il credito o ottenuto lo sconto in fattura, non hai più rate da detrarre direttamente: in quel caso rivolgiti al professionista che ha gestito l'operazione per verificare eventuali posizioni aperte.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere la data di inizio lavori con la data di pagamento: ciò che conta ai fini del bonus è la data del bonifico parlante, non quella del contratto o dell'inizio cantiere.
  • Dimenticare di indicare la rata nella dichiarazione dei redditi: se salti un anno, non perdi definitivamente la rata ma puoi recuperarla presentando una dichiarazione integrativa entro i termini di legge.
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Raccogli e organizza tutta la documentazione necessaria

Recupera tutta la documentazione relativa ai lavori eseguiti e alle spese sostenute. I documenti fondamentali sono: i bonifici bancari parlanti (con causale che riporti la norma agevolativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA dell'impresa esecutrice), le fatture emesse dall'impresa o dal professionista, le abilitazioni comunali (CILA, SCIA o permesso di costruire) oppure la dichiarazione sostitutiva nei casi in cui non fossero necessarie, e la comunicazione all'ENEA per gli interventi che comportano risparmio energetico. Conserva anche eventuali delibere assembleari se i lavori sono stati eseguiti su parti condominiali, nonché la certificazione dell'amministratore di condominio (che attesta la quota di spesa imputabile al singolo condòmino). Archivia tutto in formato digitale e cartaceo: in caso di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate, dovrai esibire questi documenti entro i termini di decadenza dell'accertamento.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Pagare con strumenti diversi dal bonifico parlante (es. contanti, carte di credito ordinarie, assegni): tali pagamenti non danno diritto alla detrazione e non sono sanabili a posteriori.
  • Non conservare la documentazione ENEA: per gli interventi influenti termicamente, la trasmissione all'ENEA è obbligatoria pena la perdita della detrazione.
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Compila correttamente il Modello 730 o il Modello Redditi inserendo la rata spettante

Nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2025 (presentata nel 2026), devi indicare la rata annuale del bonus facciate spettante. Se utilizzi il Modello 730, la sezione di riferimento è il Quadro E, righi E61-E62 (oneri per i quali spetta la detrazione del 50%-90%). Seleziona il codice corretto: usa il codice 12 per le spese sostenute nel 2020-2021 (detrazione 90%) e il codice 13 per le spese del 2022 (detrazione 60%). Indica l'anno in cui hai sostenuto la spesa e l'importo totale della spesa originaria (non la singola rata): sarà il software a calcolare automaticamente la quota annuale. Se usi il Modello Redditi PF, le stesse informazioni vanno nel Quadro RP. Verifica che il software di compilazione (o il CAF/professionista) inserisca il numero di rata corretto rispetto all'anno di sostenimento della spesa. Un errore nel numero di rata può comportare una detrazione non spettante e una successiva richiesta di recupero da parte dell'Agenzia delle Entrate.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Indicare la rata singola invece dell'importo totale della spesa: il programma di dichiarazione calcola automaticamente la quota annuale, quindi inserire solo la rata porta a detrarre un decimo di ciò che spetta.
  • Usare il codice errato tra il 12 e il 13: il codice dipende dall'anno di sostenimento della spesa, non dall'anno di esecuzione dei lavori.
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Gestisci le situazioni particolari: condominio, eredità e cessione del credito parziale

Alcune situazioni richiedono attenzione aggiuntiva. Se i lavori sono stati eseguiti su parti condominiali, l'amministratore di condominio deve rilasciarti ogni anno la certificazione con la quota di spesa a te imputabile e il numero di rata. Conserva questo documento e usalo per compilare la dichiarazione. In caso di decesso del beneficiario, gli eredi che abbiano accettato l'eredità possono continuare a usufruire delle rate residue, ma solo se convivono con il de cuius al momento del decesso oppure se detengono l'immobile. In caso di vendita dell'immobile, le rate residue non trasferite si possono mantenere in capo al cedente oppure trasferire all'acquirente: verifica l'accordo stipulato nell'atto notarile. Se hai optato parzialmente per la cessione del credito (ad esempio per una parte della spesa) e parzialmente per la detrazione diretta, gestisci separatamente le due componenti e indica nella dichiarazione solo la quota per la quale mantieni la detrazione diretta.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non richiedere ogni anno la certificazione all'amministratore di condominio: senza questo documento non puoi dimostrare la spettanza della detrazione in caso di controllo.
  • Detrarre le rate anche dopo aver ceduto il credito: se hai ceduto il credito per tutte le rate residue, non puoi più detrarre nulla direttamente; farlo costituisce un'indebita detrazione soggetta a recupero.
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Conserva la documentazione e gestisci eventuali controlli o comunicazioni dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate può controllare le detrazioni indicate nella dichiarazione dei redditi entro i termini di decadenza dell'accertamento, generalmente cinque anni dalla presentazione della dichiarazione. Conserva tutta la documentazione relativa al bonus facciate per almeno dieci anni dalla data di sostenimento della spesa, così da coprire l'intero periodo di fruizione delle rate e i termini di accertamento. Se ricevi una comunicazione di irregolarità (cosiddetto avviso bonario ai sensi dell'art. 36-bis o 36-ter del DPR 600/1973), leggi attentamente il documento e verifica se l'eccezione è fondata. Puoi presentare documenti giustificativi entro i termini indicati nella comunicazione, direttamente tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate o attraverso un CAF o un professionista abilitato. Se l'errore è reale e la detrazione non era spettante, valuta il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. In caso di dichiarazione precompilata accettata senza modifiche, alcune responsabilità si spostano in capo all'Agenzia, ma ciò non esime dalla necessità di conservare i documenti.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Buttare la documentazione dopo aver usufruito dell'ultima rata: i termini di accertamento decorrono dalla dichiarazione, non dalla spesa, quindi conserva tutto fino alla scadenza degli accertamenti sull'ultima dichiarazione che include una rata.
  • Non rispondere agli avvisi bonari entro i termini: il mancato riscontro comporta l'iscrizione a ruolo dell'importo con aggravio di sanzioni e interessi.
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Valuta alternative per interventi futuri sulle facciate: Superbonus, Ecobonus e bonus ristrutturazioni

Se nel 2026 intendi eseguire nuovi lavori sulle facciate del tuo immobile, il bonus facciate non è più disponibile. Tuttavia, a seconda della tipologia di intervento, potresti accedere ad altre agevolazioni ancora attive. Il Superbonus 110% è ormai ridotto al 65% per il 2025 e ulteriormente limitato dal 2026, con accesso sempre più restrittivo; verifica le condizioni attuali sul sito dell'Agenzia delle Entrate. L'Ecobonus (detrazione dal 50% al 65%) è ancora applicabile per interventi che migliorano la prestazione energetica dell'edificio, come l'isolamento termico delle pareti esterne (cappotto termico). Il bonus ristrutturazioni (detrazione al 50% su un massimale di 96.000 euro) copre invece interventi di manutenzione straordinaria, anche sulle facciate, purché non si tratti di semplice tinteggiatura esterna. Confronta le agevolazioni disponibili in base alla tipologia di intervento, all'importo della spesa e alla tua capienza fiscale, possibilmente con l'aiuto di un professionista, prima di avviare qualsiasi lavoro.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere il bonus ristrutturazioni con il vecchio bonus facciate: sono agevolazioni distinte con codici, massimali e requisiti diversi; usare il codice sbagliato nella dichiarazione genera errori difficili da correggere.
  • Non verificare i requisiti soggettivi e oggettivi prima di avviare i lavori: alcune agevolazioni sono riservate a specifiche categorie di contribuenti o tipologie di immobili, e scoprirlo dopo aver eseguito i lavori significa perdere il beneficio.

Domande frequenti

Il bonus facciate è stato prorogato nel 2026?

No, il bonus facciate non è stato prorogato nel 2026 né negli anni precedenti. L'agevolazione era applicabile esclusivamente alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2022 (al 60%) o il 31 dicembre 2021 (al 90%). Dal 2023 non è più possibile accedere a nuovi benefici tramite questo incentivo.

Ho iniziato i lavori nel 2022 ma ho pagato alcune fatture nel 2023: posso detrarre le spese del 2023?

No. Il bonus facciate si applica solo alle spese effettivamente pagate (principio di cassa) entro il 31 dicembre 2022. I pagamenti effettuati nel 2023, anche se relativi a lavori avviati nel 2022, non danno diritto alla detrazione. In alcuni casi eccezionali è possibile valutare se rientrano nel bonus ristrutturazioni ordinario.

Quante rate del bonus facciate posso ancora detrarre nel 2026?

Dipende dall'anno in cui hai sostenuto la spesa. Se hai pagato nel 2020, nel 2026 utilizzi la settima rata su dieci (ne restano tre). Se hai pagato nel 2021, utilizzi la sesta rata (ne restano cinque). Se hai pagato nel 2022, utilizzi la quinta rata (ne restano sei). La detrazione si esaurisce rispettivamente nel 2029, 2030 o 2031.

Posso cedere le rate residue del bonus facciate a una banca o ad altri soggetti nel 2026?

La cessione del credito relativa al bonus facciate è stata fortemente limitata dalla normativa anti-frode (DL 11/2023 e successive modifiche). Dal 17 febbraio 2023 la cessione è bloccata per la maggior parte dei casi. Esistono deroghe limitate per specifiche categorie di contribuenti. Verifica la situazione specifica con un professionista o un CAF prima di procedere.

Se vendo casa, perdo le rate residue del bonus facciate?

Non necessariamente. In caso di vendita dell'immobile le rate residue possono essere mantenute dal venditore oppure trasferite all'acquirente, a seconda di quanto stabilito nell'atto notarile di compravendita. Se non è previsto nulla nell'atto, le rate residue rimangono in capo al venditore. È fondamentale regolare questo aspetto prima della stipula dell'atto.

Il bonus facciate vale anche per i condomini nel 2026?

Per nuovi lavori no: il bonus facciate non è più attivo dal 2023. Per le rate residue di spese sostenute entro il 2022 su parti condominiali, ogni condòmino può continuare a detrarre la propria quota annuale. L'amministratore deve rilasciare ogni anno la certificazione con l'importo imputabile a ciascun condòmino.

Cosa succede se ho sbagliato a inserire il bonus facciate nella dichiarazione degli anni scorsi?

Puoi presentare una dichiarazione integrativa per correggere l'errore, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione errata. Se hai detratto più del dovuto, è opportuno regolarizzare spontaneamente la posizione con il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Rivolgiti a un CAF o a un commercialista per la gestione corretta.

Esistono altre detrazioni per lavori sulle facciate nel 2026?

Sì. Per interventi che migliorano l'efficienza energetica (come il cappotto termico) è applicabile l'Ecobonus con aliquote dal 50% al 65%. Per interventi di manutenzione straordinaria si può utilizzare il bonus ristrutturazioni al 50% fino a 96.000 euro. Verifica le condizioni specifiche per ogni agevolazione sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.