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Bonus Ristrutturazione 50% nel 2026: come funziona, lavori ammessi e come richiederlo

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Codice fiscale del contribuente e dei familiari conviventi (se applicabile)
  • Documenti di spesa: fatture, ricevute dei bonifici parlanti e contratti con le imprese
  • Dati catastali dell'immobile oggetto di ristrutturazione
  • Ricevuta di invio della comunicazione ENEA (per lavori con risparmio energetico)
  • Accesso a SPID, CIE o CNS per il portale dell'Agenzia delle Entrate
  • Modello 730 o Modello Redditi PF per la dichiarazione dei redditi
Il bonus ristrutturazione 2026 è una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo, direttamente nella dichiarazione dei redditi. Non è necessario presentare alcuna domanda preventiva: basta effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante, conservare la documentazione e, dove richiesto, inviare la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Possono usufruirne i proprietari dell'immobile, i titolari di diritti reali, gli affittuari e i familiari conviventi che sostengono le spese. La misura si applica alle abitazioni e alle relative pertinenze. Informazioni aggiornate ad aprile 2026, valide per le spese sostenute nell'anno d'imposta 2025 e 2026, in attesa di eventuali aggiornamenti normativi. Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista abilitato.
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Verifica che i tuoi lavori rientrino tra quelli ammessi al bonus

Prima di iniziare qualsiasi intervento, controlla che i lavori previsti rientrino nelle categorie ammesse dalla normativa. Gli interventi agevolabili comprendono: manutenzione straordinaria su singole unità abitative (rifacimento bagno, sostituzione infissi, impianti elettrici/idraulici), manutenzione ordinaria solo sulle parti comuni dei condomini, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia vera e propria. Sono inclusi anche la realizzazione di autorimesse pertinenziali, l'eliminazione delle barriere architettoniche, la messa in sicurezza antisismica e la bonifica dall'amianto. Non rientrano nel bonus le nuove costruzioni e gli interventi su immobili a destinazione produttiva o commerciale non residenziale. Se hai dubbi sulla classificazione del tuo intervento, consulta un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere) che possa redigere la corretta documentazione. Una verifica preventiva ti evita di perdere il diritto alla detrazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere manutenzione ordinaria con straordinaria: la manutenzione ordinaria (tinteggiatura, piccole riparazioni) è agevolabile solo sulle parti comuni condominiali, non sulle singole unità. Verifica sempre la corretta classificazione con il tuo tecnico.
  • Includere acquisti di elettrodomestici o mobili nel bonus ristrutturazione: questi rientrano nel bonus mobili ed elettrodomestici (detrazione 50%, limite 5.000 euro), che è un beneficio separato e aggiuntivo rispetto al bonus ristrutturazione.
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Ottieni i titoli abilitativi edilizi necessari prima di iniziare i lavori

Prima di avviare i lavori, verifica se è necessario presentare al Comune una pratica edilizia. A seconda della tipologia di intervento, potrebbe servire: la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) o, nei casi più complessi, il Permesso di Costruire. Per gli interventi più semplici (come la sostituzione di infissi senza modifica delle aperture) potrebbe non essere richiesta alcuna pratica, ma è sempre opportuno verificare con il Comune di residenza o con un tecnico abilitato. Conserva tutta la documentazione relativa ai titoli abilitativi: questi documenti potrebbero essere richiesti in caso di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate. La mancanza del titolo abilitativo, quando obbligatorio, può comportare la perdita del diritto alla detrazione. Non iniziare i lavori prima di aver ottenuto i permessi necessari.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Iniziare i lavori senza la necessaria pratica edilizia: anche se i lavori sembrano 'piccoli', alcuni interventi richiedono obbligatoriamente la CILA o la SCIA. Iniziare senza il titolo abilitativo può invalidare la detrazione e comportare sanzioni urbanistiche.
  • Non conservare la copia protocollata della pratica edilizia: il numero di protocollo e la data di presentazione potrebbero essere richiesti dall'Agenzia delle Entrate in fase di controllo. Archivia sempre tutta la documentazione in formato digitale e cartaceo.
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Paga tutte le spese esclusivamente tramite bonifico parlante

Tutti i pagamenti relativi ai lavori di ristrutturazione devono essere effettuati tramite il cosiddetto 'bonifico parlante', uno strumento specifico richiesto dalla normativa fiscale. Il bonifico parlante deve contenere obbligatoriamente tre informazioni: la causale con riferimento alla normativa (es. 'Pagamento ex art. 16-bis del DPR 917/1986 per lavori di ristrutturazione edilizia'), il codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi fa la dichiarazione dei redditi) e il numero di partita IVA o codice fiscale dell'impresa che esegue i lavori. La maggior parte delle banche e delle app di home banking dispone di un template apposito per il 'bonifico per detrazioni fiscali': seleziona questa opzione allo sportello o online. Il limite complessivo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare. Pagamenti in contanti o con carta di credito non danno diritto alla detrazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Utilizzare un bonifico ordinario invece del bonifico parlante: un bonifico ordinario non consente la detrazione. Se ti accorgi dell'errore subito dopo il pagamento, contatta la tua banca per verificare se è possibile annullare l'operazione e ripeterla correttamente.
  • Inserire nella causale solo una descrizione generica dei lavori senza il riferimento normativo: senza la dicitura che richiama l'art. 16-bis del DPR 917/1986, la banca non applica la ritenuta d'acconto sull'impresa e il bonifico potrebbe non essere considerato valido ai fini della detrazione.
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Invia la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori

Per gli interventi che comportano un risparmio energetico o l'utilizzo di fonti rinnovabili, è obbligatorio inviare una comunicazione all'ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) tramite il portale dedicato. Rientrano in questa categoria, tra gli altri: la sostituzione di infissi, l'installazione di pannelli solari termici, la sostituzione di caldaie, l'isolamento termico delle pareti. Accedi al portale ENEA dedicato alle detrazioni fiscali, registrati o accedi con le tue credenziali e compila la scheda descrittiva dell'intervento. La comunicazione deve essere inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori (collaudo o data riportata sulla fattura finale). Alla fine della procedura, scarica e conserva la ricevuta di avvenuta trasmissione: ti servirà come prova in caso di controllo fiscale. Per gli interventi che non incidono sull'efficienza energetica (es. rifacimento bagno senza sostituzione caldaia), la comunicazione ENEA non è richiesta.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Dimenticare di inviare la comunicazione ENEA per lavori che la richiedono: l'omissione può comportare la perdita del diritto alla detrazione per quegli specifici interventi. Imposta un promemoria per i 90 giorni successivi alla data di fine lavori indicata nella fattura finale.
  • Inviare la comunicazione ENEA dopo la scadenza dei 90 giorni: non esiste una procedura di invio tardivo con sanatoria. Se si supera la scadenza, la detrazione per quell'intervento specifico viene meno. Monitora attentamente le date di fine lavori comunicatevi dall'impresa.
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Raccogli e archivia tutta la documentazione necessaria

Prima di procedere con la dichiarazione dei redditi, organizza e conserva tutti i documenti relativi ai lavori. L'Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche anni dopo, quindi è fondamentale archiviarli con cura. I documenti da conservare sono: le fatture o ricevute fiscali emesse dall'impresa con descrizione dettagliata dei lavori; le ricevute dei bonifici parlanti effettuati; la copia del titolo abilitativo edilizio (CILA, SCIA o Permesso di Costruire) o, per i lavori non soggetti a titolo, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti la data di inizio dei lavori; la ricevuta di invio della comunicazione ENEA (se applicabile); per gli immobili in affitto, la dichiarazione del proprietario che acconsente ai lavori e copia del contratto di locazione registrato. Crea una cartella digitale con tutti i PDF e tieni anche una copia cartacea. Il periodo di conservazione consigliato è di almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si inserisce la prima quota.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Conservare solo le ricevute dei bonifici senza le corrispondenti fatture: le fatture sono il documento fiscale principale che certifica la spesa e la tipologia di lavori. Senza fattura, il bonifico da solo non è sufficiente a giustificare la detrazione.
  • Non farsi rilasciare dal condominio la documentazione per i lavori sulle parti comuni: se benefici della detrazione per lavori condominiali, devi richiedere all'amministratore di condominio una certificazione che attesti la quota di spesa a te imputabile, comprensiva dei dati del fornitore e del bonifico effettuato.
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Inserisci la detrazione nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF)

Il bonus ristrutturazione non richiede alcuna domanda preventiva: si recupera direttamente nella dichiarazione dei redditi. Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e apri il Modello 730 precompilato. Vai alla sezione 'Oneri e spese' e cerca il quadro dedicato alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Inserisci il totale delle spese sostenute nell'anno d'imposta (fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare) nel campo corretto. Il sistema calcola automaticamente la quota detraibile (50%) e la divide in 10 rate annuali uguali. Se è il primo anno in cui inserisci le spese relative a questi lavori, seleziona 'Primo anno'. Se hai già inserito spese negli anni precedenti per gli stessi lavori, indica la rata progressiva. Controlla il riepilogo finale prima di inviare. Se utilizzi il Modello Redditi PF, compila il quadro RP, righi da RP51 a RP53. In caso di dubbi, rivolgiti a un CAF o a un professionista abilitato.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire l'importo totale della detrazione invece delle spese sostenute: nel modello va inserito il totale delle spese pagate (es. 20.000 euro), non la detrazione calcolata (10.000 euro). Sarà il software a calcolare la quota detraibile e a suddividerla nelle 10 rate annuali.
  • Dimenticare di indicare l'anno corretto di inizio dei lavori: se i lavori sono iniziati in un anno precedente e continuano nel 2026, devi indicare correttamente l'anno di inizio per consentire al sistema di calcolare la rata giusta (es. 3ª rata su 10). Un errore in questo campo può generare incongruenze con le dichiarazioni degli anni precedenti.

Domande frequenti

Il bonus ristrutturazione 50% è confermato anche nel 2026?

La detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie è confermata per le spese sostenute nel 2026, con il limite di 96.000 euro per unità immobiliare. La normativa di riferimento è l'art. 16-bis del DPR 917/1986, che prevede questa agevolazione in via strutturale, salvo eventuali modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio. Verifica sempre gli aggiornamenti sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Quali lavori sono ammessi al bonus ristrutturazione 2026?

Rientrano nel bonus ristrutturazione 2026 la manutenzione straordinaria sulle singole unità abitative (rifacimento bagno, sostituzione impianti, infissi), la manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali, il restauro conservativo, la ristrutturazione edilizia, la realizzazione di autorimesse pertinenziali, l'eliminazione di barriere architettoniche e la messa in sicurezza antisismica. La manutenzione ordinaria sulle singole abitazioni non è agevolabile.

Come si fa a richiedere il bonus ristrutturazione? Bisogna fare una domanda?

Non occorre presentare alcuna domanda per ottenere il bonus ristrutturazione. La detrazione si recupera direttamente nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF) nell'anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese. È sufficiente conservare la documentazione, effettuare i pagamenti con bonifico parlante e, dove richiesto, inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Cos'è il bonifico parlante e come si fa?

Il bonifico parlante è un bonifico bancario con causale specifica, obbligatoria per beneficiare delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni. Deve contenere: la causale con riferimento all'art. 16-bis del DPR 917/1986, il codice fiscale di chi usufruisce della detrazione e il codice fiscale o partita IVA dell'impresa che esegue i lavori. Le banche e le app di home banking hanno un'apposita sezione 'bonifico per detrazioni fiscali' che guida nella compilazione.

Posso usufruire del bonus ristrutturazione se sono in affitto?

Gli inquilini che sostengono le spese di ristrutturazione possono beneficiare della detrazione, a condizione che abbiano il consenso scritto del proprietario dell'immobile e conservino copia del contratto di locazione regolarmente registrato. La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa, indipendentemente dalla proprietà dell'immobile. È necessario che sia il conduttore a effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante intestato a sé stesso.

Cosa succede se non invio la comunicazione ENEA entro 90 giorni?

Se non si invia la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, si perde il diritto alla detrazione del 50% per gli interventi che la richiedono (es. sostituzione infissi, caldaie, isolamento termico). Non è prevista alcuna procedura di invio tardivo con sanatoria. Per gli interventi che non incidono sull'efficienza energetica, come il rifacimento del bagno senza modifica dell'impianto termico, la comunicazione ENEA non è necessaria.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.