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Superbonus 2026: cosa puoi ancora detrarre dopo i tagli al 110%

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • Codice fiscale e credenziali SPID, CIE o CNS
  • Documentazione cantiere: SAL (Stati Avanzamento Lavori) firmati dal direttore dei lavori
  • Asseverazioni tecniche già depositate (energetica e sismica, se applicabile)
  • Visto di conformità rilasciato da CAF o professionista abilitato (per pratiche pregresse)
  • Contratto con l'impresa esecutrice e relative fatture
  • Visura catastale aggiornata dell'immobile oggetto dei lavori
  • Dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà se condominio (delibera assembleare)
Il Superbonus ha subito una drastica riduzione negli ultimi anni: l'aliquota al 110% è definitivamente terminata, il 70% era riservato ai lavori con SAL approvato entro il 31 dicembre 2023, e il 65% ha coperto il 2025. Nel 2026 non esiste più una aliquota 'Superbonus' autonoma per nuove pratiche: chi non ha completato i lavori entro i termini previsti non può accedere a queste agevolazioni maggiorate. Tuttavia, restano attivi due scenari importanti. Primo: le pratiche avviate negli anni precedenti con SAL regolarmente certificati possono ancora generare detrazioni da riportare nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi, secondo le regole temporali della detrazione pluriennale. Secondo: l'Ecobonus ordinario al 50-65% rimane pienamente operativo per interventi specifici su singole unità immobiliari. Questa guida ti spiega come gestire una pratica Superbonus in corso, come verificare lo stato delle tue detrazioni residue e come accedere agli incentivi ancora disponibili nel 2026.
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Verifica la tua posizione: quali lavori rientrano ancora nelle detrazioni pregresse

Prima di tutto, accertati in quale 'finestra temporale' rientrano i tuoi lavori. Se hai avviato un intervento Superbonus con regolare CILAS (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata Superbonus) depositata entro il 25 novembre 2022 e hai completato almeno un SAL pari o superiore al 30% entro il 31 marzo 2023, potresti aver maturato il diritto alla detrazione al 110% per quella tranche. Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e consulta la sezione 'Cassetto Fiscale' per verificare le detrazioni già comunicate. Recupera tutta la documentazione: la CILAS depositata allo sportello comunale, le asseverazioni depositate su ENEA e le fatture relative a ciascun SAL. Se hai optato per la cessione del credito o lo sconto in fattura, verifica che le comunicazioni siano state correttamente trasmesse all'Agenzia delle Entrate tramite il portale dedicato. Attenzione: le detrazioni non cedute si ripartiscono in 4 quote annuali uguali a partire dall'anno di sostenimento della spesa.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere la data di inizio lavori con la data di deposito della CILAS: conta la data di presentazione allo sportello edilizio comunale, non quella dei contratti privati con l'impresa.
  • Non verificare se la comunicazione di cessione del credito è andata a buon fine: accedi a 'Comunicazione cessione crediti' sul sito Agenzia delle Entrate per controllare lo stato.
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Accedi al portale ENEA e recupera le asseverazioni depositate

Il portale ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile) è il punto di riferimento per tutte le asseverazioni energetiche legate al Superbonus e all'Ecobonus. Collegati al sito https://detrazionifiscali.enea.it utilizzando le tue credenziali o quelle del tuo tecnico delegato. Nella sezione dedicata trovi tutte le comunicazioni inviate, i codici identificativi delle pratiche e l'APE (Attestato di Prestazione Energetica) pre e post intervento. Scarica e conserva i pdf di tutte le asseverazioni: ti serviranno in caso di controllo fiscale. Verifica che i dati inseriti corrispondano esattamente a quelli riportati nelle fatture e nelle dichiarazioni dei redditi. Se rilevi discrepanze, contatta immediatamente il tecnico asseveratore per una comunicazione integrativa. Ricorda che ENEA non valida la detrazione ma certifica l'intervento: la responsabilità fiscale rimane in capo al contribuente. Per lavori antisismici, il deposito avviene invece sullo sportello regionale competente per il sismabonus.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Accedere al portale ENEA sbagliato: per il Superbonus usa esclusivamente https://detrazionifiscali.enea.it e non altri portali generici ENEA.
  • Dimenticare di scaricare l'APE post-intervento: senza di esso la detrazione energetica non è valida e si rischia la decadenza del beneficio.
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Gestisci correttamente le quote annuali nella dichiarazione dei redditi 2026

Le detrazioni Superbonus maturate negli anni precedenti (2020-2025) si ripartiscono in quote annuali da indicare nella dichiarazione dei redditi di ciascun anno. Dal 2023, la Legge di Bilancio ha modificato la ripartizione da 5 a 10 anni per alcune tipologie di spesa sostenute a partire dal 1° gennaio 2023: verifica attentamente quale regime si applica alla tua pratica consultando la circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2023. Per la dichiarazione dei redditi 2026 (anno d'imposta 2025), compila il Quadro E del Modello 730 oppure il Quadro RP del Modello Redditi PF. Inserisci il codice spesa corretto: codice 61 per interventi trainanti (cappotto, impianti) e i codici specifici per interventi trainati. Se utilizzi il 730 precompilato, controlla che i dati inseriti automaticamente dall'Agenzia delle Entrate siano completi e corretti, integrando manualmente eventuali quote mancanti. Conserva tutta la documentazione per almeno 5 anni dalla data di presentazione della dichiarazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire la quota sbagliata per errore di conteggio: divide la spesa totale per il numero di anni di ripartizione (4 o 10) e annota ogni anno il progressivo corretto.
  • Non riportare le quote negli anni successivi alla scadenza del contratto con l'impresa: le quote continuano anche se i lavori sono finiti, fino all'esaurimento del periodo di detrazione.
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Valuta l'accesso all'Ecobonus ordinario 50-65% per nuovi interventi nel 2026

Se nel 2026 vuoi effettuare nuovi lavori di efficienza energetica su un immobile già esistente, il riferimento normativo è l'Ecobonus ordinario, disciplinato dall'articolo 14 del D.L. 63/2013 e confermato dalla Legge di Bilancio 2025. Le aliquote variano: 65% per interventi su impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore, caldaie a condensazione di classe A, coibentazione con spessori rilevanti; 50% per sostituzione di finestre e infissi, schermature solari, micro-cogeneratori. L'intervento deve riguardare un'unità immobiliare già esistente, non un immobile in costruzione. La spesa massima detraibile varia per tipologia di intervento (es. 30.000 euro per la sostituzione della caldaia). Avvia i lavori solo dopo aver ottenuto i preventivi e verificato che l'impresa sia in grado di rilasciare fattura con tutti gli elementi richiesti. Invia la comunicazione ad ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori tramite il portale dedicato. Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico bancario o postale 'parlante' con causale specifica che richiami la norma agevolativa.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Pagare con metodo diverso dal bonifico parlante: qualsiasi pagamento in contanti, carta o assegno fa decadere il diritto alla detrazione senza possibilità di rimedio.
  • Inviare la comunicazione ENEA in ritardo rispetto ai 90 giorni dalla fine lavori: il termine non è prorogabile e la mancata comunicazione comporta la perdita della detrazione.
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Controlla eventuali contestazioni o richieste di restituzione dell'Agenzia delle Entrate

Nel 2026 l'Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sulle pratiche Superbonus degli anni precedenti, con particolare attenzione alle comunicazioni di cessione del credito e ai visti di conformità. Se ricevi un avviso di irregolarità (comunicazione 36-ter o avviso bonario), non ignorarlo: hai 30 giorni per rispondere e presentare documentazione a discarico. Accedi al tuo Cassetto Fiscale e scarica la documentazione relativa alla contestazione. Rivolgiti immediatamente al CAF, al commercialista o al professionista che ha apposto il visto di conformità: in alcuni casi la responsabilità solidale del professionista può tutelare il contribuente in buona fede. Se la contestazione riguarda un credito ceduto a una banca o intermediario finanziario, verifica se l'intermediario ha già avviato procedure di recupero nei tuoi confronti. In caso di errori materiali sanabili, valuta con il tuo consulente l'utilizzo del ravvedimento operoso per ridurre sanzioni e interessi. Conserva tutto: email, raccomandate, ricevute di deposito CILAS, SAL firmati, fatture e bonifici.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Ignorare o rispondere in ritardo agli avvisi dell'Agenzia delle Entrate: il silenzio equivale ad accettazione e comporta l'iscrizione a ruolo delle somme contestate con aggravio di sanzioni.
  • Non coinvolgere il tecnico asseveratore nelle contestazioni tecniche: le difese documentali richiedono spesso una relazione tecnica integrativa che solo il professionista originario può produrre in modo coerente.
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Pianifica la strategia fiscale pluriennale per le detrazioni residue

Se hai maturato detrazioni Superbonus ma la tua imposta lorda annua non è sufficiente ad assorbirle completamente, devi pianificare con attenzione. Le detrazioni Superbonus non recuperate nell'anno non possono essere rimborsate né cedute retroattivamente: sono definitivamente perse. Calcola con il tuo commercialista la capienza fiscale per ciascuno degli anni di detrazione residui. Se sei un lavoratore dipendente, considera di aumentare le trattenute IRPEF in busta paga per ottimizzare il recupero. Per i redditi variabili (lavoro autonomo, partecipazione in società), fai simulazioni sull'imponibile atteso per gli anni futuri. In caso di decesso del titolare della detrazione, le quote residue passano agli eredi che abbiano detenuto la detzione materiale e fisica dell'immobile: verifica le condizioni con un consulente fiscale. Considera anche la possibilità di verificare se sussistono i presupposti per accedere ai nuovi incentivi 2026 (Bonus Casa, Bonus Ristrutturazione) per ottimizzare il carico fiscale complessivo nel medio termine.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Credere che le quote non usate si cumulino o si rimandino: ogni quota annua non utilizzata per incapienza fiscale è definitivamente persa, senza possibilità di recupero negli anni successivi.
  • Non comunicare agli eredi l'esistenza di detrazioni residue in caso di grave malattia del titolare: le pratiche di successione fiscale richiedono tempo e documentazione che va raccolta preventivamente.

Domande frequenti

Il Superbonus 110% esiste ancora nel 2026?

No. L'aliquota del 110% è definitivamente terminata. Possono essere ancora indicate in dichiarazione le quote annuali maturate su lavori effettuati negli anni precedenti, con SAL certificati entro le scadenze previste dalla normativa. Per nuovi lavori nel 2026 non è possibile accedere ad alcuna aliquota Superbonus.

Posso ancora cedere il credito o chiedere lo sconto in fattura nel 2026?

No, in via generale. Il D.L. 11/2023 ha bloccato la cessione del credito e lo sconto in fattura per le nuove comunicazioni. Fanno eccezione alcune categorie specifiche (IACP, cooperative, Zone sismiche 1 e 2 con CILAS antecedente) già verificate nelle comunicazioni pregresse. Per il 2026 la regola è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se i lavori Superbonus non sono stati completati entro il 31 dicembre 2025?

Se i lavori non sono stati completati nei termini previsti per l'aliquota applicabile, la spesa sostenuta dopo la scadenza non può beneficiare del Superbonus. Potrebbe tuttavia rientrare nell'Ecobonus ordinario (50-65%) o nel Bonus Ristrutturazione (50%), a condizione che siano rispettati i requisiti specifici di queste agevolazioni ordinarie.

Qual è la differenza tra Superbonus e Ecobonus 65% nel 2026?

Il Superbonus (ora non più attivo per nuove pratiche) era un'agevolazione straordinaria con aliquote elevate e requisiti stringenti come il salto di due classi energetiche. L'Ecobonus 65% ordinario è invece pienamente operativo, riguarda interventi specifici su singole unità, ha massimali di spesa inferiori e non richiede il doppio salto energetico.

Come faccio a sapere quante quote di Superbonus mi restano da detrarre?

Accedi al Cassetto Fiscale sul sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nella sezione 'Detrazioni e crediti d'imposta' trovi il riepilogo delle detrazioni comunicate e le quote utilizzate nelle dichiarazioni precedenti. In alternativa, consulta le tue dichiarazioni dei redditi degli anni passati e verifica le righe del Quadro E o RP relative al Superbonus.

Il bonus ristrutturazione 50% è ancora disponibile nel 2026?

Sì. Il Bonus Ristrutturazione al 50% (articolo 16-bis del TUIR) è confermato per il 2026 per interventi su prime case. Per altri immobili l'aliquota scende al 36%. Il limite di spesa è 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si ripartisce in 10 quote annuali. Non richiede comunicazione ENEA salvo interventi con componente energetica.

Sono un condominio con lavori Superbonus ancora in corso: cosa devo fare?

Verificate con l'amministratore e il tecnico incaricato se esistono SAL certificati entro i termini previsti che danno diritto alle detrazioni pregresse. Raccogliete tutta la documentazione condominiale (delibere, CILAS, asseverazioni) e fate redigere al commercialista del condominio un piano di ripartizione delle quote tra i condòmini proporzionale alle rispettive quote millesimali, da indicare nelle singole dichiarazioni dei redditi.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.