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Partita IVA Regime Forfettario 2026: Guida Completa per Aprirla Online

Aggiornato Aprile 202630 minmedia

Cosa ti serve prima di iniziare

  • SPID, CIE o CNS attivo per accedere ai servizi online dell'Agenzia delle Entrate
  • Codice fiscale e documento di identità valido
  • Codice ATECO della tua attività (consultabile sul sito ISTAT o Agenzia delle Entrate)
  • Indirizzo PEC attivo o da attivare prima dell'apertura
  • Eventuale indirizzo del domicilio fiscale se diverso dalla residenza
Aprire una Partita IVA in regime forfettario nel 2026 è la scelta più conveniente per chi avvia una nuova attività autonoma o professionale con ricavi previsti inferiori a 85.000 euro annui. Il regime forfettario consente di pagare un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività), senza applicare l'IVA in fattura e con obblighi contabili semplificati. Devono aprirla tutti i lavoratori autonomi, freelance, artigiani e professionisti che rispettano i requisiti di accesso previsti dalla legge. La procedura si completa interamente online sul portale dell'Agenzia delle Entrate, è gratuita e richiede in media 20-30 minuti. La Partita IVA è operativa dal giorno stesso della comunicazione. Le informazioni contenute in questa guida sono aggiornate ad aprile 2026 e hanno scopo puramente informativo: per situazioni specifiche si consiglia di rivolgersi a un commercialista o consulente fiscale abilitato.
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Verifica i requisiti di accesso al regime forfettario

Prima di aprire la Partita IVA, controlla di rispettare tutti i requisiti previsti per il 2026. Il requisito principale è non aver superato 85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno precedente. Esistono anche cause di esclusione: non puoi accedere al regime se partecipi a società di persone, associazioni professionali o società a responsabilità limitata in regime di trasparenza fiscale, se eserciti un'attività prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale o dei datori degli ultimi due anni, oppure se possiedi redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euro (salvo il caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato). Controlla anche che l'attività che vuoi svolgere abbia un codice ATECO compatibile. Annota per iscritto la tua situazione rispetto a ciascun requisito prima di procedere.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Confondere i ricavi con il reddito netto: la soglia di 85.000 euro si riferisce ai ricavi lordi percepiti, non all'utile. Somma tutte le fatture incassate nell'anno precedente.
  • Dimenticare di verificare la posizione con l'ex datore di lavoro: se hai lavorato come dipendente negli ultimi due anni per una persona o azienda che potrebbe diventare tuo cliente, rischi l'esclusione dal regime.
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Individua il codice ATECO e il coefficiente di redditività

Ogni attività ha un codice ATECO che determina il coefficiente di redditività applicato al calcolo del reddito imponibile. Il coefficiente varia dal 40% all'86% a seconda della categoria. Ad esempio: le attività professionali, scientifiche e tecniche (codici ATECO 69-75) hanno un coefficiente del 78%; il commercio al dettaglio ha un coefficiente del 40%; costruzioni e attività immobiliari dell'86%. Il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi totali per il coefficiente di redditività. Esempio pratico: un consulente con 50.000 euro di ricavi e coefficiente 78% avrà un reddito imponibile di 39.000 euro, su cui applica il 15% di imposta sostitutiva, pagando 5.850 euro. Consulta la tabella completa dei codici ATECO e coefficienti sul sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata al regime forfettario.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Scegliere un codice ATECO generico o impreciso: usa il motore di ricerca ATECO sul portale dell'ISTAT o dell'Agenzia delle Entrate inserendo parole chiave della tua attività specifica per trovare il codice più adatto.
  • Applicare il coefficiente sbagliato: se svolgi attività miste con codici ATECO diversi, devi verificare quale sia quella prevalente in termini di ricavi, poiché si applica il coefficiente della categoria principale.
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Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE

Vai su www.agenziaentrate.gov.it e clicca su 'Accedi ai servizi' in alto a destra nella barra di navigazione principale. Nella pagina di login, seleziona la modalità di accesso: scegli 'SPID' se hai già un'identità digitale attiva, oppure 'CIE' se utilizzi la Carta di Identità Elettronica con il relativo PIN. Dopo aver inserito le tue credenziali e completato l'autenticazione a due fattori, verrai reindirizzato alla tua area personale denominata 'Il tuo spazio'. Nella dashboard personale troverai in alto un menu con le voci principali: 'Servizi', 'Comunicazioni', 'Cassetto fiscale' e 'Fatture e corrispettivi'. Assicurati che il tuo SPID sia di livello 2 o superiore, poiché il livello 1 non è sufficiente per operazioni fiscali.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • SPID scaduto o non funzionante: verifica la scadenza del tuo SPID accedendo al sito del tuo gestore di identità (es. Poste, Aruba, TIM) almeno un giorno prima di iniziare la procedura.
  • Accesso con credenziali Fisconline obsolete: dal 2024 le vecchie credenziali Fisconline non sono più accettate per la maggior parte dei servizi. Usa esclusivamente SPID, CIE o CNS.
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Raggiungi il servizio di apertura della Partita IVA online

Una volta effettuato l'accesso alla tua area riservata, clicca sul menu 'Servizi' nella barra superiore. Nella pagina dei servizi, cerca la sezione 'Dichiarazioni' oppure utilizza la barra di ricerca interna digitando 'Apertura Partita IVA' o 'Dichiarazione inizio attività'. Clicca sul risultato 'Dichiarazione di inizio attività, variazione dati o cessazione attività ai fini IVA (modello AA9/12 per persone fisiche)'. Verrai indirizzato a una pagina dedicata con due opzioni: compilare il modello online in modo guidato oppure scaricare il modello PDF da compilare manualmente e inviare. Seleziona 'Compila online' per seguire la procedura guidata, che è più semplice e riduce il rischio di errori.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non trovare il servizio nel menu: usa direttamente la barra di ricerca interna del portale. Il nome del servizio cambia periodicamente e potrebbe non essere immediatamente visibile nella navigazione standard.
  • Scegliere il modello sbagliato: il modello AA9/12 è per le persone fisiche (lavoratori autonomi, freelance, artigiani). Il modello AA7/10 è riservato ai soggetti diversi dalle persone fisiche come società e associazioni. Non confonderli.
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Compila il modello AA9/12 con i dati dell'attività

Inserisci i tuoi dati anagrafici (già precompilati dal sistema se hai effettuato l'accesso con SPID o CIE), il domicilio fiscale e la data di inizio attività. Nella sezione 'Natura dell'attività', inserisci il codice ATECO che hai individuato al passo 2 nell'apposito campo e seleziona la descrizione corrispondente dal menu a tendina. Nella sezione dedicata al regime contabile, individua il campo 'Regime IVA' e seleziona 'Regime forfettario ex L. 190/2014'. Compila i campi relativi al luogo di esercizio dell'attività (il tuo indirizzo professionale o la tua residenza se lavori da casa). Inserisci l'indirizzo PEC nel campo apposito: è obbligatorio. Verifica con attenzione ogni dato prima di procedere, poiché alcune modifiche successive richiedono una comunicazione di variazione.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire una data di inizio attività nel passato: la Partita IVA deve essere richiesta prima di emettere qualsiasi fattura. Se inserisci una data futura, la Partita IVA non sarà operativa fino a quel giorno.
  • Lasciare vuoto il campo PEC: dal 2024 la PEC è obbligatoria per tutte le Partite IVA. Se non ne hai una, attivane una prima di compilare il modulo. I provider più diffusi sono Aruba PEC, Legalmail e PEC.it.
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Invia la dichiarazione e salva il numero di Partita IVA

Prima di inviare, clicca su 'Verifica dati' per far controllare al sistema eventuali errori o campi obbligatori mancanti. Se non compaiono avvisi di errore, clicca su 'Invia dichiarazione'. Il sistema elabora la richiesta in tempo reale: entro pochi secondi apparirà una schermata di conferma con il tuo numero di Partita IVA a 11 cifre. Clicca su 'Scarica ricevuta' o 'Stampa' per salvare immediatamente il documento di conferma in formato PDF. Questo documento è la tua prova ufficiale di apertura della Partita IVA. Salva il PDF in un posto sicuro e, se possibile, stampane una copia. Il numero di Partita IVA è attivo dallo stesso giorno: puoi già emetterlo nelle fatture.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Chiudere la pagina prima di scaricare la ricevuta: la ricevuta potrebbe non essere immediatamente ritrovabile nell'area riservata. Scarica sempre il PDF prima di chiudere la schermata di conferma.
  • Non annotare il numero di Partita IVA: sembra banale, ma molti utenti dimenticano di salvarlo. Il numero serve subito per aprire un conto corrente dedicato e per l'iscrizione all'INPS.
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Iscriviti all'INPS per il versamento dei contributi previdenziali

Dopo aver ottenuto la Partita IVA, devi iscriverti all'ente previdenziale competente. Se sei un lavoratore autonomo senza cassa professionale (es. consulente generico, social media manager, traduttore), devi iscriverti alla Gestione Separata INPS. Se sei artigiano o commerciante, devi iscriverti alle rispettive gestioni INPS. Se eserciti una professione ordinistica (avvocato, ingegnere, medico, ecc.), iscriviti alla cassa professionale di categoria. Per la Gestione Separata, vai su www.inps.it, accedi con SPID e cerca 'Iscrizione Gestione Separata' nel portale 'myINPS'. I contributi nel regime forfettario si calcolano sul reddito imponibile (ricavi × coefficiente). L'aliquota ordinaria per la Gestione Separata nel 2026 è circa il 26,23%. È possibile richiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS per i forfettari artigiani e commercianti.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Ritardare l'iscrizione all'INPS: l'iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall'inizio attività. In caso di ritardo possono essere applicate sanzioni amministrative.
  • Iscriversi alla gestione INPS sbagliata: un fotografo freelance va alla Gestione Separata, non all'INPS artigiani. Verifica la categoria corretta sul sito INPS o consulta un patronato prima di procedere.
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Attiva la fatturazione elettronica obbligatoria

Dal 1° gennaio 2024, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA in regime forfettario senza eccezioni. Ogni fattura deve essere emessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell'Agenzia delle Entrate. Puoi usare gratuitamente il portale 'Fatture e Corrispettivi' sul sito dell'Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, vai su 'Fatturazione elettronica' e clicca su 'Nuova fattura'. In alternativa, utilizza un software o app di fatturazione elettronica certificata (es. Fatture in Cloud, Aruba Fatturazione, Wolters Kluwer). Nella fattura forfettaria non devi applicare l'IVA: inserisci la dicitura obbligatoria 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime Forfettario. Non soggetto a IVA'. Non applicare ritenuta d'acconto se il cliente è un privato o un'azienda estera; applicala se il cliente è un sostituto d'imposta italiano.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Inserire l'IVA nella fattura forfettaria: nel regime forfettario l'IVA non si applica mai. Se la inserisci per errore, la fattura è irregolare e dovrai emetterne una nota di credito e una nuova fattura corretta.
  • Dimenticare la dicitura obbligatoria sul regime forfettario: senza questa dicitura la fattura è formalmente incompleta. Configura un testo predefinito nel tuo software di fatturazione per includerla automaticamente in ogni documento.
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Pianifica il pagamento delle imposte con gli acconti e i saldi

Con il regime forfettario paghi l'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) tramite il modello F24 nelle scadenze previste. Il saldo dell'anno precedente e il primo acconto si pagano entro il 30 giugno, con la possibilità di rateizzare. Il secondo acconto si paga entro il 30 novembre. Per il primo anno di attività non devi versare acconti, solo il saldo a giugno dell'anno successivo. Calcola preventivamente il tuo debito fiscale stimato: ad esempio, con 40.000 euro di ricavi e coefficiente 78%, il reddito imponibile è 31.200 euro. Con aliquota al 15%, l'imposta è 4.680 euro. Aggiungi i contributi INPS calcolati sullo stesso imponibile. Metti da parte mensilmente una percentuale dei tuoi incassi (indicativamente 25-30% del fatturato) per far fronte ai pagamenti.
⚠️ Errori comuni in questo passaggio
  • Non calcolare correttamente gli acconti: dal secondo anno in poi gli acconti si calcolano sull'imposta dell'anno precedente (metodo storico) o su una stima dell'anno in corso (metodo previsionale). Sottostimarli porta a sanzioni.
  • Confondere la scadenza del 30 giugno con quella del 30 luglio: la proroga al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% esiste solo se prevista da un apposito decreto ministeriale. Non dare per scontato che venga confermata ogni anno.

Domande frequenti

Quanto si paga di tasse con la Partita IVA forfettaria nel 2026?

Con il regime forfettario si paga un'imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile, calcolato moltiplicando i ricavi per il coefficiente di redditività della tua categoria. Per chi avvia una nuova attività e non ha esercitato nei tre anni precedenti, l'aliquota scende al 5% per i primi cinque anni. A questa imposta vanno aggiunti i contributi previdenziali INPS, che variano in base alla gestione di appartenenza.

Posso aprire la Partita IVA forfettaria se lavoro già come dipendente?

Puoi aprire una Partita IVA in regime forfettario anche se hai un contratto di lavoro dipendente, ma solo se i tuoi redditi da lavoro dipendente non superano 30.000 euro lordi annui. Devi inoltre verificare che il tuo contratto di lavoro non contenga clausole di esclusività che vietino lo svolgimento di attività secondarie. Se i redditi da dipendente superano la soglia, sei escluso dal regime forfettario.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di ricavi durante l'anno?

Se superi la soglia di 85.000 euro nel corso dell'anno, esci dal regime forfettario dall'anno successivo e passi al regime ordinario con IVA. Esiste però una soglia critica: se superi 100.000 euro di ricavi nel corso dell'anno, l'uscita dal regime è immediata e l'IVA torna dovuta già dalle fatture emesse dopo il superamento della soglia. In quel caso dovrai emettere fatture con IVA e registrarti per la liquidazione IVA ordinaria.

È obbligatoria la fattura elettronica nel regime forfettario nel 2026?

Sì, la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA in regime forfettario dal 1° gennaio 2024, senza eccezioni legate al volume di fatturato. Ogni fattura va emessa tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Puoi utilizzare gratuitamente il portale 'Fatture e Corrispettivi' dell'Agenzia delle Entrate oppure un software di fatturazione elettronica certificato. L'unica eccezione riguarda le fatture verso privati consumatori finali non titolari di Partita IVA, per le quali le modalità di trasmissione restano semplificate.

Quanto tempo ci vuole per aprire la Partita IVA online nel 2026?

La procedura online sull'Agenzia delle Entrate richiede in media 20-30 minuti se hai già tutti i documenti necessari (SPID attivo, codice ATECO individuato, indirizzo PEC). Il numero di Partita IVA viene assegnato immediatamente al termine della compilazione del modello AA9/12, senza attese. Puoi quindi emettere fatture già dal giorno stesso della richiesta. Se invii il modulo cartaceo per raccomandata o di persona allo sportello, i tempi si allungano.

Posso avere più codici ATECO con il regime forfettario?

Tecnicamente è possibile indicare più codici ATECO nella dichiarazione di inizio attività se svolgi attività diverse. Tuttavia, nel regime forfettario il coefficiente di redditività applicato ai fini del calcolo dell'imposta è quello della categoria prevalente in termini di ricavi. Avere più codici ATECO non cambia la struttura del regime, ma può influire sul coefficiente medio applicabile. Se le attività appartengono a categorie molto diverse, valuta l'impatto fiscale con un commercialista.

Posso chiedere l'agevolazione contributiva INPS del 35% nel regime forfettario?

L'agevolazione contributiva del 35% sui contributi INPS è riservata agli artigiani e ai commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, non a tutti i forfettari. I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS non possono accedere a questa riduzione. Per artigiani e commercianti, la domanda va presentata all'INPS tramite il portale myINPS entro il 28 febbraio dell'anno per il quale si chiede l'agevolazione. L'opzione è rinnovabile annualmente.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo orientativo e informativo. Verifica sempre i dati aggiornati sui siti ufficiali delle amministrazioni competenti. GuidaPA.com non fornisce consulenza fiscale, legale o professionale.